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allergia al pelo del gatto - i gatti siberiani sono gatti ipoallergenici

In questo sito ci proponiamo di darvi qualche informazione sul gatto Siberiano, la nostra razza preferita, sull'allergia al pelo del gatto sulle loro malattie, sulle piante velenose e altre cose ancora.

Alleviamo i Siberiano da qualche anno e loro ci concedono l’onore di vivere insieme a noi dandoci tanto amore e coccole.

 

Storia


Il concetto di "allergia" fu introdotto nel 1906 dai pediatri viennesi Clemens von Pirquet e Béla Schick i quali furono i primi a osservare come il sistema immunitario potesse svolgere anche un ruolo dannoso con risposte alterate dopo la somministrazione di siero eterologo o del vaccino del vaiolo a scopo terapeutico. Pirquet e Schick chiamarono questo fenomeno "allergia", dai vocaboli greco ἄλλος, che vuole dire "altro", ed ἔργον che significa "lavoro"[1].

In un primo tempo tutte le forme dell'ipersensibilità furono classificate come allergie, in quanto si pensava che fossero tutte causate da un'alterata attivazione del sistema immunitario. Divenne chiaro più tardi che erano implicati molti differenti meccanismi di malattia, aventi in comune una anomala attivazione del sistema immune. Nel 1963, Philip Gell e Robin Coombs proposero un nuovo schema di classificazione che prevedeva quattro tipi di reazioni di ipersensibilità, conosciute come ipersensibilità di grado da I a IV[2].

Con questa nuova classificazione, il termine "allergia" fu riservato alla sola ipersensibilità di tipo I.

Caratteristiche


Caratteristiche principali sono la specificità e la velocità.


Specificità:

essendo dovuta a reazione di un tipo di anticorpi la malattia si manifesta esclusivamente in presenza della sostanza verso la quale è diretto l'anticorpo. Sostanze dello stesso genere (esempio pollini) ma di diversa struttura molecolare (es pollini di 2 famiglie diverse) generano allergie diverse. In sintesi un paziente con una allergia verso un certo polline non ha sintomi se a contatto con pollini di altre famiglie e strutturalmente diversi.


Velocità:

la reazione allergica è per definizione immediata. Dal momento del contatto con la sostanza allergizzante al momento della manifestazione dei sintomi intercorrono da 5 a 30 minuti (mediamente 15 minuti). E' per questo motivo che si effettuano nel nostro allevamento i  cosiddetti test di tolleranza, durante i quali si sta un po' insieme ai nostri cuccioli di gatti siberiani per scoprire se non si ha una reazione allergica, Così hanno fatto i moltissimi felici proprietari di siberiani che sono venuti da noi a fare questo test passando qualche ora insieme.

Allergia ai gatti


Ci sono migliaia di persone che soffrono di allergie agli animali. Alcuni dei casi più strazianti che vediamo sono quelli di persone che amano i gatti e poi sviluppano una grave allergia, devono decidere tra tenere il proprio animale e sopportare la sofferenza quotidiana, o dare via il gatto in una nuova casa.

Fortunatamente, ci sono diverse opzioni per i proprietari di animali che soffrono di allergie agli animali.
Cosa vuol dire “allergia al pelo del gatto”?


Negli esseri umani è un reazione allergica ad uno o più dei cinque allergeni conosciuti prodotti dai gatti . I più comuni di questi sono la glicoproteina Fel d 1 e Fel d 4 secrete dalle ghiandole sebacee del gatto ed contenute nella saliva.

Una reazione allergica è una reazione dell'istamina che di solito è caratterizzata da tosse, respiro sibilante, peso al petto, prurito, congestione nasale, arrossamento, lacrimazione, starnuti e sintomi simili.

Allergeni


Cinque allergeni del gatto sono stati descritti nella letteratura medica. I due principali allergeni sono Fel d 1 e Fel d 4. Gli allergeni minori includono Fel d 2 , Fel d 3, e il IgA felino.


Fel d 4 . E 'principalmente contenuta nella ghiandola salivare sottomandibolare e si deposita sul pelo appena il gatto si toeletta. Uno studio ha dimostrato che il 63% delle persone allergiche al gatto hanno anticorpi contro il Fel d 4.


Fel d 1 è una proteina che nei gatti è codificata dal gene CH2 . [ 2 ] [ 3 ]
La Fel d 1, prodotta in gran parte dalla saliva del gatto e dalle ghiandole sebacee , è il principale allergene presente sui gatti. La proteina ha una funzione tutt'ora sconosciuta, ma provoca una reazione IgG o IgE nelle persone sensibili (sia come reazione allergica o asma).

Rimozione delle superfici porose in casa (tappeti, cuscini), lavaggi frequenti di lenzuola, filtri HEPA , anche il lavaggio frequente del gatto hanno dimostrato di ridurre la quantità di Fel d 1 presenti in casa. Fel d 1 è una proteina particolarmente volatile e aderente alle superfici e ha dimostrato di attaccarsi ai capelli e vestiti delle persone e può essere rilevato in ambienti in cui un gatto non è mai stato presente.


I gatti producono, in media, 2-7 mcg di Fel d 1 al giorno. Alcuni studi hanno dimostrato che i maschi non castrati producono Fel d 1 a livelli superiori rispetto ai maschi castrati, il che fa desumere che la produzione di Fel d 1 è regolata dall' ormone testosterone .

I maschi castrati producono Fel d 1 a livelli simili alle femmine (sia le femmine intatte che quelle sterilizzate producono Fel d 1 a livelli simili). Anche se femmine e maschi sterilizzati producono Fel d 1 a livelli più bassi, ne producono ancora abbastanza per provocare sintomi allergici nei soggetti sensibili.

Cause


Che cosa causa le allergie?
La causa principale di reazioni allergiche ai gatti è causata dagli allergeni trovati nelle ghiandole sebacee della pelle del gatto, come la glicoproteina allergenica chiamata Fel D1 (abbreviazione di "Felis domesticus"), è secreta anche attraverso la saliva in minore quantità. Quando i gatti si leccano, diffondono per aria questa proteina, che è piuttosto appiccicosa, e si attacca sulle particelle di polvere, la casa, i vestiti e sulla loro pelliccia, che si tratti di manti lunghi, corti, lisci, ricci o assenti (gatto nudo). Dato che tutti i gatti hanno ghiandole sebacee, tutte le razze di gatti possono potenzialmente causare allergie. Altri allergeni si possono trovare anche nelle feci, nel siero, nelle urine, nel muco, sui peli, e sulle radici dei peli del gatto.
L'allergene del gatto è incredibilmente pervasivo e anche dopo che il gatto è stato rimosso, l'allergene gatto può rimanere in tutta la casa per un massimo di 6 mesi e fino a 4 anni nella lettiera dei gatti. L'allergene è stato trovato in quasi 1 / 3 delle abitazioni di persone che non possedevano un gatto, in ambulatori medici e scuole. E sì, hanno anche trovato l'allergene del gatto in Antartide (dove nessun gatto è mai stato). L'allergene del gatto è circa 10 volte più piccolo delle particelle di polline o polvere è così piccolo che penetra facilmente le membrane bronchiali.
E 'anche molto importante notare che fino al 50% delle persone che sono allergiche ai gatti non presenta sintomi immediati. Quindi verificare sempre con il proprio medico attraverso test cutanei e avere più visite negli allevamenti di gatto siberiano, per un periodo di qualche mese per testare la propria reazione all'unico gatto considerato ipoallergenico.
E ricordate prima di incolpare il gatto per il vostro prurito agli occhi e lacrimazione, starnuti e naso che cola costante, andare a fare i test cutanei, perchè il gatto può non essere il diretto colpevole.

Fattori Genetici


L'allergia è una malattia influenzata da fattori genetici. Non è però l'antigene che viene ereditato, ma solo la generica predisposizione. In altre parole un genitore allergico, ad esempio, al polline potrà avere figli allergici ad acari e nipoti allergici a pelo del gatto, e così via. Le allergie derivano da alterazioni poligeniche su diversi cromosomi del DNA, si suppone che alcuni di questi siano anche quelli regolatori dell'asma, in entrambi i casi si ha come sintomo l'iperattività bronchiale, inoltre spesso queste alterazioni genetiche portano all'iperproduzione di immunoglobuline IgE, che è ciò che avviene con l'ipersensibilità immediata (tipo I). La probabilità di sviluppare una allergia IgE-mediata in un bambino in cui entrambi i genitori siano atopici si aggira intorno al 40-60%, con nessun genitore atopico si riduce al 5-10%. Il rischio di sviluppare un'allergia aumenta quindi all'aumentare del numero dei parenti affetti dalla patologia.
Chi diventa allergico agli animali domestici?
L'allergia agli animali può colpire chiunque a qualsiasi età. La maggior parte delle persone che soffrono di allergie verso gli animali da compagnia spesso soffrono di altre allergie di grado lieve o moderato a pollini o muffe. Si pensa che ci sia una forte correlazione genetica nelle allergie che contraiamo. In altre parole, se i tuoi genitori soffrono di allergie, allora probabilmente le avrai anche tu. Secondo l'Accademia Americana delle Allergie Asma e Immunologia, le allergie a cani e gatti si presentano in circa il 15% della popolazione.
A che tipo di animali sono allergiche le persone?
Le persone che sono allergiche agli animali sono spesso allergici “ai peli” (pelle morta che si diffonde nell'ambiente), alla saliva o alle urine. Dato che cani e gatti sono gli animali domestici più comuni, sono in cima alla lista degli animali a cui le persone sono più allergiche. Tuttavia, le persone possono anche essere allergiche a uccelli, criceti, conigli, topi, cavie, e animali più grandi come cavalli, capre e mucche. Come possono confermare quelli che sono allergici, ci sono spesso alcuni tipi di animali che sono più allergenici a rispetto ad altri. Inoltre, ci possono essere alcuni animali all'interno di una determinata specie che sono più allergenici rispetto ad altri. Ciò appare particolarmente vero con i gatti.

Fattori Ambientali


Parallelamente a quelli genetici, i fattori ambientali investono un ruolo importante nell'insorgenza dell'atopia. Una recente teoria, denominata "Hygiene Hypothesis", indica nell'eccesso di igiene una delle cause che favoriscono l'insorgere dell'allergia. È dimostrato infatti che un ambiente (o cibo) eccessivamente "sterilizzato" non è salutare per il sistema immunitario che diviene più prono allo sviluppo di allergie. Fra le varie osservazioni che avallano tale ipotesi si è rilevato che nei bambini che vivono in ambiente rurale o che hanno un gatto in casa (dimostrato nei primi due anni di vita), la probabilità di allergia si riduce in modo significativo. Le allergie sono meno diffuse tra coloro che sono a stretto contatto con microbi fecali o alimentari, poiché la flora batterica di questi individui è ricca di microbi che producono endotossine, le quali inibiscono la produzione di proteine allergizzanti, che altrimenti stimolano il tessuto linfatico intestinale incrementando le probabilità di asma e rinite allergica. Nei paesi occidentali il precoce utilizzo di antibiotici nei bambini, l'ampio utilizzo di additivi chimici negli alimenti e la loro sterilizzazione, sembrano ritardare lo sviluppo di tale flora batterica.
Predisposizione allo sviluppo dell'allergia è connessa anche al mese di nascita. In primavera, infatti, i vegetali liberano i propri pollini, mentre in autunno è maggiore la frequenza degli acari, perciò l'esposizione prematura ad uno di questi allergeni comporta maggiori probabilità di uno sviluppo futuro dell'atopia. Per quanto riguarda il fumo, non è certo se esso sia un fattore di rischio per lo sviluppo di atopia già a partire dalla gravidanza, ma certamente aumenta le probabilità di insorgenza di asma e patologie respiratorie; è inoltre stato provato che i figli di madri fumatrici o esposti al fumo passivo sviluppano una maggiore quantità di IgE.
Infine, una dieta a base di grassi polinsaturi quali sono gli oli vegetali sembra dare predisposizione all'atopia, benché i pareri siano discordi, mentre l'allattamento al seno consente di ritardare il contatto con altri agenti allergizzanti non contenuti nel latte materno, fornendo inoltre difese immunitarie essenziali per il bambino.
Tra le infezioni respiratorie, quella che certamente offre maggiore predisposizione all'atopia in età pre-scolare o scolare, è la bronchiolite da VRS (Virus Respiratorio Sinciziale); il VRS infatti stimola la produzione di proteine sensibilizzanti.
Si può dire quindi che siano più colpiti da allergie coloro che appartengono a ceti alti, sono figli unici, vivono in aree urbane e mantengono alti standard igienici.

Sintomi


Le allergie sono caratterizzate da una risposta infiammatoria agli allergeni; locale o sistemica. I sintomi locali tipici sono:
• Naso: rigonfiamento delle mucose nasali starnuti e scolo liquido (rinite allergica).
• Occhi: arrossamento e prurito della congiuntiva (congiuntivite allergica). Quasi costantemente è un fenomeno di accompagnamento della rinite allergica.
• Vie aeree inferiori: irritazione, broncocostrizione, attacchi d'asma.
• Pelle: dermatite allergica come eczemi, orticaria, neurodermite (parzialmente) e dermatite da contatto.
La risposta allergica sistemica è detta anche "anafilassi": a seconda del livello di severità, può causare reazioni cutanee, broncocostrizione, edema, ipotensione fino allo shock anafilattico con possibile insorgenza di coma, a volte letale.
I sintomi delle allergie al gatto
Le persone con tante allergie sono ben consapevoli del fatto che quando le loro allergie si manifestano, essi soffrono di prurito agli occhi, gonfiore, rossore, prurito, lacrimazione, congestione nasale, prurito al naso, starnuti, difficoltà di respirazione ( dispnea ), gonfiore dei piedi o delle mani, mal di gola cronico e / o prurito alla gola, tosse, sibili, o prurito. Alcune persone riportano un gonfiore della pelle dopo essere stati graffiati da un gatto. Spesso, le persone che non sanno di avere allergie, soprattutto i bambini, soffrono di alcuni di questi sintomi e possono avere un' incidenza molto maggiore di 'raffreddore' e sintomi di asma. Se la persona è separata dall'animale per diversi giorni o settimane, molti di questi sintomi si attenueranno solo per ricomparire quando entrano in contatto nuovamente con l'animale.

Diagnosi


Gli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche sono le "IgE", dette anche "reagine". Sono abitualmente presenti in tutti gli individui. Il dosaggio nel sangue si esegue con un esame chiamato PRIST (Paper Radio Immuno Sorbent Test). Un livello elevato di IgE nel sangue orienta verso allergia ma può essere trovato anche in soggetti che non sono allergici.

Il test principale per la diagnosi di allergia è il test cutaneo "prick-test". Con tale indagine si fa entrare in contatto una minima quantità di allergene con la cute lievemente scarificata del Paziente con l'ausilio di particolari lancette dalla punta molto piccola.

Se il Paziente ha anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) in corrispondenza della sostanza cui è allergico il paziente.

Altre indagini utlilizzate sono il RAST (Radio Allergo Sorbent Test) che cerca la IgE direttamente nel sangue.

Il test di scatenamento d'organo in cui si provoca sperimentalmente la allergia esponendo il paziente al sospetto allergene è abitualmente utilizzato per la diagnosi di rinite e congiuntivite allergiche.

Trattamento


Sebbene non esista una cura definitiva per le allergie, è possibile a volte una terapia di desensibilizzazione agli allergeni tramite "vaccino", fornendo al paziente l'allergene in questione, aumentando gradualmente le dosi favorendo così la formazione di IgG che bloccano l'antigene prima dell'adesione alle IgE. Tale terapia è comunemente usata solo per le allergie inalatorie. Esistono comunque Centri Specializzati che praticano con successo la desensibilizzazione anche per allergie alimentari (casi ben selezionati).
Si possono inoltre trattare singolarmente i sintomi con farmaci che inibiscono i recettori H1 dell'istamina (antistaminici come la cetirizina, la desloratadina e la loratadina). Tuttavia, per poter ottenere la massima efficacia, questo genere di medicinale andrebbe somministrato prima dell'esposizione all'allergene.
Sono molto efficaci sulla fase tardive anche i farmaci dall'azione antiinfiammatoria, come il cortisone ("Prednisolone", "Betametasone") che agiscono nell'arco di alcune ore. Allo scopo di minimizzare gli effetti collaterali dei cortisonici per via generale, si usano frequentemente cortisonici ad uso locale (spray nasale e bronchiale). Il notevole vantaggio è determinato dalla bassissima incidenza di effetti collaterali alle dosi corrette, e la possibilità di uso molto prolungato (trattamento di mesi o anni per l'asma).
Un'altra categoria di farmaci antiallergici sono i cromoni. Si tratta di prodotti derivati da una pianta mediterranea (Amni Visnaga) ad applicazione locale che vengono somministrati come collirio o spray nasale o spray aerosol per i bronchi. La loro azione consiste nell'impedire la liberazione di istamina ed altre sostanze irritanti che verrebbero rilasciate da particolari cellule (mastociti) in occasione di stimoli allergici. I cromoni sono il sodio cromoglicato e il più recente sodio nedocromil. Anche questi agiscono se somministrati prima del contatto con l'allergene, ed è per questo che il loro impiego principale è nella terapia preventiva dell'asma bronchiale e soltanto il sodio cromoglicato nell'allergie alimentari.
Altra possibile soluzione per arginare il problema dell'allergia è il Salbutamolo che è un agonista selettivo dei recettori beta2-adrenergici e viene somministrato via aerosol prima di entrare a contatto con un allergene, oppure il Salbutamolo Solfato conosciuto anche come Ventolin, avente lo stesso effetto del Salbutamolo, solo che usato in casi di bisogno ed infatti venduto in forma di spray.
Un certo successo hanno i cromoni: sodio cromoglicato e nedocromil, che hanno la capacità di impedire la degranulazionezione dell'istamina contenuta nei mastociti.
Molto più recenti sono gli antileucotrienici (es. montelukast) che non sono dei farmaci specifici per allergia essendo usati soprattutto nell'asma bronchiale (sia allergico che non allergico) ma molti studi stanno dimostrando una buona efficacia nella rinite allergica. Il loro utilizzo per tale patologia è limitato attualmente dall'alto costo.
L'ultima frontiera nel trattamento delle allergie sono gli anticorpi antiIgE (Omalizumab). Si tratta di anticorpi monoclonali umanizzati (non di derivazione umana perciò molto sicuri) che riconoscono le IgE come loro "nemico" fissandosi ad esse e, in tal modo, neutralizzandone l'effetto. Sono usati con successo nell'asma bronchiale allergico, ma il loro utilizzo su larga scala è attualmente limitato dal costo molto elevato.
Sono attualmente in studio farmaci che potranno agire molto prima della liberazione di istamina ed in modo altamente selettivo, penetrando all'interno delle cellule coinvolte nella reazione allergica, e bloccando selettivamente solo quelle attività che portano allo scatenamento della reazione. In tal modo si sta cercando di ottenere farmaci ancor più tollerabili ed efficaci.

Affrontare le allergie

La reazione allergica ai gatti può essere ridotta con maggior successo, riducendo al minimo l'esposizione agli animali. Che non sempre è una soluzione pratica, e ci sono una serie di altre strategie che possono aiutare un soggetto allergico.

Ridurre l'esposizione
Gli allergeni sono volatili e sopravvivono per mesi o addirittura anni nell'ambiente, quindi eliminando tutto ciò che può intrappolare e trattenere gli allergeni (moquette, tappeti, cuscini), pulire regolarmente e accuratamente con elettrodomestici dotati di filtri HEPA e purificatori d'aria riduce il rischio di esposizione all'allergene. Inoltre, spazzolare regolarmente il gatto riduce la quantità di pelo perso (e la sua saliva incorporata) nell'ambiente. Per ridurre le reazioni allergiche si possono osservare alcune abitudini: il frequente lavaggio delle mani, soprattutto dopo aver toccato il gatto, lavarsi le mani prima di toccare occhi, naso o la bocca, limitare il gatto all'aperto o solo ad alcune stanze e vietarne l'ingresso in altre camere, come la camera da letto o altri ambienti in cui si trascorre molto tempo. Nutrire il gatto con una dieta ricca e di qualità con abbondanza di acidi grassi Omega-3 lo aiuterà a mantenere il pelo sano e minimizzare la dispersione della saliva nell'aria.
Farmaci
L'allergia al gatto può spesso essere controllata con farmaci da banco o con obbligo di prescrizione. Antistaminici e decongestionanti possono fornire sollievo ai sintomi.
Vaccini
Alcune persone che soffrono di allergie trovano sollievo nei vaccini, una terapia di iniezioni periodiche concepita per stimolare le risposte immunitarie naturali dell'organismo agli allergeni del gatto.
Bagno al gatto
E 'anche possibile lavare un gatto domestico al fine di rimuovere notevoli quantità di allergeni dalla sua pelliccia.

Ho già un gatto, come faccio?


Come può una persona ridurre i sintomi allergici e i livelli di allergeni se ha già un animale domestico in casa e non vuole disfarsi di lui?
Se voi o un membro della vostra famiglia fate parte del 15% della popolazione allergica agli animali, ci sono cose che potete fare per aiutare a mantenere sotto controllo le reazioni allergiche e per rendere la vostra casa un luogo molto più confortevole da vivere. Anche se non avete allergie, questi suggerimenti sono utili se si hanno ospiti in casa che sono allergici agli animali.
• Passiamo da un terzo alla metà del nostro tempo nelle nostre camere. Mantenendo sempre gli animali fuori delle camere da letto, siamo in grado di ridurre notevolmente i sintomi delle allergie
• Installare un buon purificatore d'aria ad alta efficienza, sia centrale o portatile..
• Pulire e aspirare regolarmente.
• Fare un bagno settimanale al tuo animale domestico.
• Non permettere che il vostro animale salga su divani o poltrone.
• Non permettere che il vostro animale salga in auto. (Oppure coprite il sedile dell' auto quando il vostro animale domestico è in auto.)
• Spazzolare il tuo animale domestico giornalmente e utilizzare uno spray apposito per le allergie, stando attenti che non dia fastidio al vostro animale.
• Mantenere la pelle sana del vostro animale somministrandogli una alimentazione di elevata qualità e un supplemento di acidi grassi, vedere la nostra sezione BARF.

• Assicuratevi che il vostro gatto sia sterilizzato o castrato.
• Lavatevi le mani dopo aver toccato il vostro gatto, i suoi giocattoli, la cuccia, ecc, e evitate di toccarvi il volto o gli occhi.
• Lavare spesso i vestiti e indossare più cotone e meno lana.
• Tenere la casa più pulita possibile lavando spesso i pavimenti e la biancheria da letto con acqua calda per eliminare gli allergeni.
• Utilizzare spray antistatici per spolverare in modo da ridurre al minimo la diffusione di polvere.
• La moquette trattiene facilmente gli allergeni - quindi sarebbe meglio rimuoverla in favore di legno, vinile o mattonelle.
• Evitare di tendaggi pesanti che intrappolano gli allergeni e la polvere.
• Tenere lontano il gatto della vostra camera da letto e dalla lavanderia (tenerlo lontano dai vestiti puliti) e dargli una sua cuccia.
• Ridurre al minimo gli altri allergeni in casa, come fumo, polvere, muffe, candele profumate, sostanze chimiche e pollini, ecc allergeni multipli sono connessi allo sviluppo di reazioni allergiche più gravi e asma.
• Creare zone esterne per il vostro gatto in modo che possa trascorrere qualche ora fuori, e non limitarsi ad una casa chiusa e otterrete anche una boccata d'aria fresca nella vostra casa.
• Tenere la lettiera in un luogo ben ventilato e utilizzate una lettiera che sia il più possibile priva di polvere.
• Verificare con il proprio allergologo le opzioni per qualsiasi terapia anti-infiammatoria o di desensibilizzazione ("immunoterapia").
In conclusione....
Se il medico dice semplicemente al proprio paziente, proprietario di un animale domestico al quale è allergico, di non possederne uno o di sbarazzarsi di quello già adottato, non è un'opzione realistica nella maggior parte dei casi. Gli animali domestici sono una parte integrante della nostra vita ed è impossibile evitare il contatto con loro.

Gatti ipoallergenici


Un gatto ipoallergenico è un gatto che ha meno probabilità di provocare una reazione allergica nell'uomo; anche se l'argomento è controverso, con molti studi che non hanno fornito risultati statisticamente significativi, l'esperienza di proprietari e recenti studi clinici suggeriscono che i gatti siberiani , soprattutto di sesso femminile hanno bassi livelli di Fel d 1 , la principale proteina allergenica.
Genere e colore del gatto
Le femmine producono un minore livello di allergeni rispetto ai maschi, e i maschi castrati producono un minore livello di allergeni rispetto ai maschi interi.

Nel 2000, alcuni ricercatori del Long Island College Hospital hanno constatato che i proprietari di gatti di colore scuro riportavano più spesso i sintomi di allergia rispetto a quelli con i gatti di colore chiaro.

Uno studio successivo dall' Asma Wellington Research Group ha rilevato che il colore del mantello del gatto non ha avuto alcun effetto sulla quantità di allergene prodotta da esso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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